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<channel><title><![CDATA[LUIGI DE FILIPPI - IL TRITONO - Blog]]></title><link><![CDATA[https://www.iltritono.com/blog]]></link><description><![CDATA[Blog]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 11:22:09 +0100</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Tango, passione argentina]]></title><link><![CDATA[https://www.iltritono.com/blog/tango-passione-argentina]]></link><comments><![CDATA[https://www.iltritono.com/blog/tango-passione-argentina#comments]]></comments><pubDate>Sun, 11 Dec 2022 16:00:02 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.iltritono.com/blog/tango-passione-argentina</guid><description><![CDATA[di Monica Sanfilippo    Il tango, genere coreutico musicale tra i pi&ugrave; praticati nella societ&agrave; occidentale, rivela una storia ricca e complessa. Si sviluppa nella seconda met&agrave; dell&rsquo;Ottocento nel vivace ambiente di una capitale, Buenos Aires, appena formata (1880), assorbendo e intrecciando le passioni di una popolazione che cresce in maniera esponenziale per effetto di una immigrazione senza precedenti, gente che, dal vecchio continente, si riversa nell&rsquo;area riopl [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph" style="text-align:right;"><font color="#2a2a2a">di Monica Sanfilippo</font></div>  <div class="wsite-spacer" style="height:10px;"></div>  <div class="paragraph"><font color="#2a2a2a">Il tango, genere coreutico musicale tra i pi&ugrave; praticati nella societ&agrave; occidentale, rivela una storia ricca e complessa. Si sviluppa nella seconda met&agrave; dell&rsquo;Ottocento nel vivace ambiente di una capitale, Buenos Aires, appena formata (1880), assorbendo e intrecciando le passioni di una popolazione che cresce in maniera esponenziale per effetto di una immigrazione senza precedenti, gente che, dal vecchio continente, si riversa nell&rsquo;area rioplatanese in cerca di fortuna. Il clima che si respira nelle periferie, come La Boca e San Telmo, quartieri oggi divenuti famosi, &egrave; quello dell&rsquo;intreccio di culture, un meticciato da cui prende corpo un nuovo ballo, fiero e mascolino, malinconico e sensuale, che esprime il senso di riadattamento del popolo latino: il tango.&nbsp;</font><br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.iltritono.com/uploads/4/9/8/5/4985727/published/dancing-tango-colourful-silhouette-400-207124777.jpg?1670774526" alt="Picture" style="width:175;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><font color="#2a2a2a">Eppure, l&rsquo;origine del nome sembra rivelare altro.&nbsp;<em>Tangos</em>, o&nbsp;<em>tambos de negro,</em>&nbsp;erano cos&igrave; chiamati i balli di provenienza africana eseguiti da gente di colore impiegata in Argentina nel periodo del colonialismo sudamericano. Queste danze erano frequenti nelle feste delle comunit&agrave; di&nbsp;<em>negros</em>: erano di tipo collettivo, dove uomini e donne danzavano uno di fronte all&rsquo;altro senza toccarsi, seppure compiendo &nbsp;movimenti del bacino che, agli occhi della societ&agrave; locale, apparivano provocatori e sconci. Se da una parte le autorit&agrave; civili osteggiarono il fenomeno, tollerandolo soltanto al di fuori delle mura della citt&agrave;, dall&rsquo;altro contribuirono a etichettarlo culturalmente, come danza volgare della gente di colore da relegare ai contesti poveri e subordinati.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Cos&igrave;, nella seconda met&agrave; dell&rsquo;Ottocento, quando la situazione sociale e urbana dell&rsquo;area rioplatanese cambia radicalmente per effetto dell&rsquo;immigrazione europea, i&nbsp;<em>tangos&nbsp;</em>passano ad indicare per analogia le danze licenziose degli emigrati europei, soprattutto italiani e spagnoli, ma anche portoghesi, francesi, polacchi e &ldquo;turchi&rdquo; &ndash; termine che indicava genericamente una provenienza orientale. Numerosi gli immigrati affollano i quartieri popolari e, cercando conforto alla nostalgia della madrepatria, iniziano a ballare tra loro, ad intrecciare destini e culture, musiche e strumenti.</font>&nbsp;<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.iltritono.com/uploads/4/9/8/5/4985727/published/carlos-gardel-i-grandi-personaggi-del-tango-francobollo.jpg?1670774611" alt="Picture" style="width:270;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><font color="#2a2a2a">Le prime musiche su cui si balla sono influenzate da forme e stili diversi che attingono alla&nbsp;<em>milonga</em>, all&rsquo;<em>habanera</em>, a melodie spagnole e italiane, come la canzone napoletana, al&nbsp;<em>bolero</em>, al&nbsp;<em>fado</em>, e presumibilmente anche all&rsquo;originario&nbsp;<em>candombe</em>&nbsp;africano, cos&igrave; come si utilizzano strumenti di varia estrazione, tutti facilmente trasportabili, adatti alla chiassosit&agrave; delle feste:&nbsp; violino, chitarra, flauto e&nbsp;<em>bandone&ograve;n</em>, subito apprezzato per leggerezza, flessibilit&agrave; e timbro, poi strumento del tango per antonomasia. I luoghi privilegiati d&rsquo;incontro sono gli spazi dei sobborghi,&nbsp;<em>barros</em>&nbsp;e&nbsp;<em>conventillos</em>; ma non mancano le&nbsp;<em>casas de chinas</em>, luoghi di pi&ugrave; ampio intrattenimento, dal bordello al semplice spettacolo; o le&nbsp;<em>peringundines</em>, scuole di ballo spesso fatiscenti e modeste.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Il tango rioplatanese assume gradualmente caratteristiche proprie, almeno nei suoi elementi essenziali: &egrave; un ballo di coppia, dalle movenze &ldquo;emotive&rdquo; che esalta il rapporto uomo/donna, attraverso una simbologia corporea articolata che non altera la sua tecnica di base. Come lo defin&igrave; il poeta Enrique Santos Disc&egrave;polo, &egrave; &ldquo;un pensiero triste che si balla&rdquo;; ancora, &nbsp;&ldquo;una camminata ritmata in cui due corpi si appoggiano l&rsquo;uno sull&rsquo;altro senza per&ograve; sostenersi, e da cui si dipana un insieme armonico di movimenti, fatti di cambiamenti di direzione repentini, torsioni del busto e intrecci delle gambe&rdquo; (S. Valeriani, &nbsp;<em>Tango y tanghero</em>, 2008). Prima che il tango esca dalle balere popolari, per&ograve;, bisogna aspettare passaggi fondamentali come l&rsquo;incontro del genere con artisti di straordinario talento.&nbsp;</font><br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.iltritono.com/uploads/4/9/8/5/4985727/gardel-color_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><font color="#2a2a2a">&Egrave; il caso di Carlos Gard&egrave;l, cantante indimenticabile per il timbro della sua voce, ma anche chitarrista e compositore, ancora oggi un&rsquo;icona culturale e leggendaria per l&rsquo;Argentina. Con Gard&egrave;l il tango conosce una stagione aurea: si lascia alle spalle la sua origine &ldquo;malfamata&rdquo; ed entra con forza negli ambienti d&rsquo;&eacute;lite, nei cabaret, nei saloni e nei teatri, un po&rsquo; come Carols stesso, ragazzo dalla vita difficile, orfano di madre, soprannominato &ldquo;el morocho del Abasto&rdquo; (&ldquo;il bruno dei mercati generali&rdquo;) che assurge al successo dopo aver fatto la gavetta in gruppi di variet&agrave;. Egli inaugura il genere del&nbsp;<em>tango canci&ograve;n</em>, che segna l&rsquo;ingresso ufficiale della voce nel tango; ne standardizza la forma; lo diffonde nel mondo toccando i teatri pi&ugrave; importanti delle capitali. E, come se il suo talento avesse raggiunto l&rsquo;apice dell&rsquo;espressione esaurendo ci&ograve; che aveva da dire, nel 1935 scompare prematuramente a causa di un incidente dell&rsquo;aereo su cui viaggiava per una tourn&eacute;e in Porto Rico, Venezuela e Colombia. Insieme a lui perdono la vita i due chitarristi e il poeta del gruppo, Alfredo Le Pera, nonch&eacute; autore delle sue celeberrime canzoni. Il pubblico &egrave; in lacrime, e i fan in profonda disperazione.&nbsp;</font><br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.iltritono.com/uploads/4/9/8/5/4985727/piazzolla_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><font color="#2a2a2a">Ma il&nbsp;<em>tango canci&ograve;n</em>&nbsp;continua a vivere la sua storia di successo nell&rsquo;eredit&agrave; di Gard&egrave;l e nelle altre voci del tango, di&nbsp;Roberto Goyeneche, per citarne alcune, detto&nbsp;il &ldquo;polacco&rdquo; per la sua chioma chiara,&nbsp;Osvaldo Pugliese, di evidente origine italiana, di Tita Merello e Susana Rinaldi, tra le interpreti femminili. Nella seconda met&agrave; del Novecento, un altro personaggio di spicco d&agrave; linfa al genere, per molti versi rivoluzionandolo non senza disapprovazione dei connazionali tradizionalisti.&nbsp;<br />&Egrave; Astor Piazzolla (1921-1992) nato a Mar de Plata, ma da genitori italiani: il padre Vicente era di Trani, la madre di Massa Carrara. Se Gard&egrave;l interpreta la storia e la leggenda del tango, Piazzolla ne &egrave; il pi&ugrave; grande sperimentatore: mago del&nbsp;<em>bandone&ograve;n</em>, introduce elementi di musica classica e jazz, trasformando le forme tradizionali nel&nbsp;<em>nuevo tango</em>. &ldquo;El Gato&rdquo; (il Gatto), cos&igrave; chiamato per la sua abilit&agrave; e ingegno, ci lascia le pi&ugrave; belle opere di frontiera, apprezzate per questo pi&ugrave; all&rsquo;estero che non in Argentina, basti citare&nbsp;<em>Tango progressivo</em>,&nbsp;<em>Libertango</em>,&nbsp;<em>Adios nonino</em>,&nbsp;<em>Historia del tango</em>&nbsp;(vol.1 e 2), ben note in Italia.<br />&nbsp;<br />Oggi a Buenos Aires, come accaduto per altri generi musicali, i giovani apprezzano il tango nella sua veste moderna, rimescolato a influssi&nbsp;<em>fusion</em>&nbsp;ed elettronica. Eppure, la salvaguardia della tradizione &egrave; sentita come impellente necessit&agrave; di espressione culturale e di affermazione dell&rsquo;identit&agrave; nazionale, attraverso la fondazione, per esempio, di istituzioni orchestrali come l&rsquo;Orquesta Tipica Fernandez Fierro. I tradizionalisti, da Gard&egrave;l in poi, non sono per niente disposti a cedere all&rsquo;avanguardia e alla sperimentazione: come dire &ldquo;tutto in Argentina pu&ograve; cambiare, ma non il tango&rdquo;.</font><br />&nbsp;<br /><strong>Bibliografia e discografia</strong><br /><strong>Farris Thompson Robert</strong>,&nbsp;<em>Tango. Storia dell&rsquo;amore per un ballo</em>, Elliot 2011<br /><strong>Gardel Carlos,&nbsp;</strong><em>The Best of Carlos Gard&egrave;l</em>, EMI, CD 1998<br /><strong>Piazzolla Astor</strong>,&nbsp;<em>Adios Nonino</em>,&nbsp;Milan Records, CD 2003;&nbsp;<em>Best Tangos</em>, Naxos, CD 2010;&nbsp;<em>Histoire du tango</em>, Fuga libera CD 2010<br /><strong>Valeriani Silverio</strong>,&nbsp;<em>Tango y tangueros. Passi, figure, suggerimenti, curiosit&agrave;,&nbsp;</em>con DVD, Edizioni Mediterranee 2008<br /></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>